EPC EDITORE - eADE TECNOLOGIE DIGITALI

FLAME: il software la valutazione del rischio incendio e del carico d'incendio oggi conforme al DM 3 agosto 2015

250,00 + IVA , compresa assistenza fino al 31/12/2018
Disponibile anche in Demo

Il modulo FLAME fornisce ai professionisti un metodo estremamente moderno, pur molto semplice da utilizzare, per valutare il rischio di incendio nei luoghi di lavoro. Esso consente di produrre una valutazione dei rischi di incendio:
  • in ottemperanza ai disposti di cui al D.M. 10 marzo 1998 e D.Lgs. 81/2008 per l’inclusione nel DVR aziendale;
  • in ottemperanza ai nuovi criteri di cui al D.M. 3 agosto 2015 (Regola Tecnica Orizzontale) per il supporto alle attività di prevenzione incendi.

La metodologia FLAME consente di misurare il grado di efficacia (la cosiddetta “prestazione”) della strategia antincendio complessiva dell’organizzazione e valutare l’adeguatezza delle misure organizzative e gestionali rispetto al rischio di incendio definito sia per quanto attiene la tutela della incolumità degli occupanti sia per quanto attiene la tutela dei beni e della proprietà in generale.
Il metodo risulta essere estremamente flessibile e permette di considerare tutti gli aspetti che concorrono ad individuare il livello di rischio incendio:
  • carico di incendio;
  • tipologia di incendio;
  • vulnerabilità e grado di esposizione degli occupanti;
  • caratteristiche dell’edificio;
  • presidi fissi e mobili antincendio;
  • sistema delle vie di esodo;
  • organizzazione;
  • rispetto dei criteri minimi di sicurezza antincendio.

Ciò consente di utilizzare lo strumento anche per:
  • la conduzione di audit antincendio in realtà esistenti;+
  • ottimizzare la progettazione antincendio di nuove realtà;
  • verificare, dato il livello di rischio di incendio, che le misure tecnico organizzative poste in essere siano coerenti e sufficienti;
  • individuare gli ambiti di miglioramento.


Il metodo FLAME è estremamente flessibile ma anche di immediato e facile utilizzo. Esso può essere impiegato, poiché sviluppato a partire da un flusso di lavoro di immediata comprensione, sia per situazioni semplici sia per situazioni complesse e con un diverso grado di approfondimento in funzione del grado di conoscenza dell’opera


La metodologia del modulo FLAME, lontana dalla semplificazione R = M x P, tipica delle metodologie fin troppo qualitative troppo spesso utilizzate che non forniscono un valore aggiunto ma anzi rendono complessa la redazione di una valutazione del rischio, risulta fondata su parametri oggettivi riconosciuti la cui selezione viene supportata dallo strumento software.
I valori assunti dai parametri sono derivati dalla letteratura tecnica specializzata riconosciuta a livello internazionale, sulla quale si basa anche la recente regola tecnica orizzontale.
La metodologia stessa è fondata:
  • su metodi internazionalmente riconosciuti
  • sui requisiti propri del nostro Paese.


La metodologia FLAME (Fire risk Level Assessment Matrix for Enterprises) è stata messa a punto da Luca Fiorentini (TECSA), Luca Marmo ed Enrico Danzi (POLITECNICO DI TORINO), esperti riconosciuti a livello internazionale proprio per applicare un flusso di lavoro consolidato ai requisiti normativi italiani, tenendo conto quindi dei criteri minimi di sicurezza antincendio che devono essere associati a determinate realtà.
I requisiti di cui al D.M. 10 marzo 1998 non sono quindi riprodotti, come spesso accade, in una lista di riscontro eventualmente quantificata, ma costituiscono veri e propri elementi di valutazione il cui mancato rispetto determina variazioni sul livello di rischio di incendio accertato. Questo consente di individuare immediatamente:
  • situazioni di grave violazione dei requisiti minimi antincendio;
  • non conformità;
  • ambiti di miglioramento;
  • alternative di miglioramento ai fini del raggiungimento di un grado di rischio equivalente in una ottica del tutto prestazionale ed in modo misurato, ovvero libero da considerazioni qualitative.


La modifica di ogni parametro concorrente alla valutazione, determina una modificazione del livello di rischio accertato consentendo all’analista di verificare, con il calcolo del rischio in tempo reale sempre in evidenza:
  • ipotesi progettuali;
  • casi d’uso;
  • alternative di protezione differenti.


Le banche dati inserite nel pacchetto supportano l'utente nell'individuazione dei parametri maggiormente adatti alla descrizione della realtà oggetto di valutazione.
Il flusso di lavoro, guidato attraverso una interfaccia grafica appositamente studiata, consente di valutare anche:
  • l’idoneità del sistema di esodo;
  • la congruenza degli aspetti organizzativi e gestionali in essere ivi compresa la pianificazione di emergenza interna.


In relazione al livello di rischio individuato ed all'assetto organizzativo e gestionale l'utente può effettuare la determinazione della categoria di protezione antincendio dell'edificio, che misura la resilienza del sistema oggetto di studio rispetto ad uno o più eventi di incendio ritenuti rappresentativi. Infatti il sistema consente, data una valutazione eseguita, di modificare lo scenario di incendio di riferimento al fine di verificare prontamente, al mutare del caso d’uso, la categoria di protezione in relazione al rischio di incendio differente.
Unitamente a tale approfondimento, in relazione alle norme di legge (ivi comprese eventuali regole tecniche di prevenzione incendi di riferimento) l'analista può valutare la congruenza del sistema di vie di esodo con il livello di rischio di incendio individuato.
Il modulo trae inoltre vantaggio da una stretta integrazione con la suite Progetto Sicurezza Lavoro consentendo all'utente di recuperare senza ridondanza una moltitudine di informazioni eventualmente già inserite nel sistema. FLAME fornisce una estesa relazione tecnica specifica che riassume la valutazione del rischio di incendio condotta e le giustificazioni introdotte dall’analista.
Il metodo guida l’analista senza imporre determinate scelte. L’analista può quindi operare con la massima flessibilità in modo tale da rendere congruente la sua valutazione con l’effettiva realtà oggetto di analisi senza subire vincoli determinati dall’utilizzo di una procedura software.
Un sistema di variazione dei parametri dell'analisi consente la personalizzazione completa dello strumento di valutazione per procedere alla determinazione del livello del rischio di incendio di sistemi complessi e non standard.
FLAME risulta uno strumento di valutazione ideale sia per gli esperti di prevenzione incendi, sia per i datori di lavoro e gli RSPP.

Supporto, flessibilità e non imposizione

Il vantaggio di impiegare uno strumento software per lo sviluppo del metodo è indubbio:

  • l’analisi è guidata ed i parametri proposti sono corredati da una giustificazione che consente all’analista di verificarne immediatamente l’applicabilità;
  • per realtà complesse ed onerose in termini di valutazione è possibile definire condizioni comuni da applicare ad una moltitudine di luoghi di lavoro;
  • i risultati della valutazione alla variazione di un parametro sono immediatamente resi disponibili;
  • possono essere valutate per la stessa realtà scenari e strategie di protezione differenti;
  • le risultanze di quanto valutato vengono documentate attraverso report completi ulteriormente personalizzabili.

Calcolare il carico di incendio

FLAME consente anche di poter calcolare direttamente all'interno del software il carico di incendio di un compartimento secondo quanto definito nel D.M. 9 marzo 2007 e di identificare il grado minimo di resistenza al fuoco delle strutture. Il calcolo del carico di incendio può essere eseguito come attività indipendente oppure per caratterizzare il carico di incendio presente nei compartimenti da assoggettare a valutazione del rischio di incendio con il metodo FLAME. I dati sono collegati in modo dinamico ed automatico da parte del software per evitare all'analista di inserire più volte la medesima tipologia di informazioni, incrementando così la produttività nell'esecuzione dell'analisi. La selezione dei presidi antincendio e delle caratteristiche del compartimento nell'ambito della esecuzione del calcolo del carico di incendio, determina automaticamente la selezione delle misure tecniche antincendio a salvaguardia del pericolo di incendio in FLAME con una proporzionalità del grado di riduzione del rischio compatibile con la norma di riferimento in materia.
FLAME
Definizione di casi predeterminati per le valutazioni del rischio associato a situazioni non complesse

FLAME consente di poter valutare il rischio di incendio di un qualsiasi compartimento conoscendone i parametri descrittori. I parametri consentono di valutare sia situazioni semplici e di tipo ripetitivo sia soluzioni complesse e situazioni non standard, fino alla modificazione giustificata dei criteri di analisi. Lo strumento consente infatti all'utente esperto, eventualmente impegnato in attività di progettazione orientata alla prestazione (fire safety engineering) un'ampia personalizzazione degli stessi parametri descrittori.
Contestualmente al fine di semplificare l'analisi del rischio di casi semplici più comunemente riscontrabili nella quotidianità della attività consulenziale si è proceduto all'inserimento nel database dei tempi di premovimento dei casi “comparto unico”, già adattati su diversi tipi di attività (ufficio, residenziale, attività commerciali, luogo di ritrovo al chiuso) in modo da simulare quelle realtà lavorative dove secondo il DM 10/03/98 sia possibile l'esodo degli occupanti in sicurezza anche senza particolari presidi antincendio in considerazione delle caratteristiche geometriche e organizzative del luogo di lavoro stesso.
FLAME
L'utente può operare direttamente una scelta tra alcune tipologie di comparti singoli tra cui: comparto unico residenziale, comparto unico destinato a fungere da luogo di ritrovo al chiuso, comparto unico adibito ad uffici oppure a piccola attività di tipo commerciale. Operata la scelta il codice effettua la selezione dei migliori parametri per la conduzione dell'analisi.
FLAME
FLAME
Novità
La valutazione del rischio incendio per i beni e la proprietà


Abbiamo visto come la metodologia FLAME consenta di misurare il grado di efficacia (la cosiddetta “prestazione”) della strategia antincendio complessiva dell’organizzazione e valutare l’adeguatezza delle misure organizzative e gestionali rispetto al rischio di incendio definito sia per quanto attiene la tutela della incolumità degli occupanti sia per quanto attiene la tutela dei beni e della proprietà in generale.

Ed è proprio di questo secondo aspetto che si è arricchito il modulo per la valutazione del rischio incendio. Oggi è infatti possibile stimare il rischio di incendio per i beni e la proprietà attraverso una metodologia rigorosa, ma di semplice utilizzo.

Tale valutazione, svolta da sempre nell’ambito delle valutazioni ai fini assicurativi della proprietà e dei beni, oggigiorno consente di ottemperare puntualmente ai nuovi ed attuali requisiti introdotti dal “Codice di Prevenzione Incendi” (D.M. 3 agosto 2015) che per valutazione del rischio di incendio richiedono sia la stima del rischio relativo alla salvaguardia della vita umana (Rvita) sia la stima del rischio relativo ai beni economici (Rbeni), da determinarsi per l’intera attività.

Attraverso la valutazione puntuale del rischio per la proprietà per ciascuno dei compartimenti antincendio è possibile, anche tenendo conto della strategicità dell’opera, individuare il rischio relativo ai beni economici medio atteso per l’intera attività oggetto di studio.

La valutazione del livello di rischio incendio di un compartimento per quanto attiene la proprietà (beni economici ed edificio) viene definita da un albero decisionale che mostra alcuni elementi comuni alla valutazione del livello di rischio per gli occupanti (D.M. 10 marzo 1998 e D.M. 3 agosto 2015). Ciò consente di pervenire alla valutazione di Rbeni traendo vantaggio della valutazione del rischio per gli occupanti già eseguita sul medesimo compartimento ed integrando la valutazione mediante la quantificazione dei parametri che incidono su questo aspetto (tra cui, in primis, il carico di incendio stimabile attraverso i criteri di cui al D.M. 9 marzo 2007).

La valutazione del rischio per i beni e per la proprietà determina l’associazione del compartimento ad una classe di rischio a partire da cinque classi predefinite, a loro volta poste in relazione con le sole due categorie definite nel Codice. La categoria viene quindi posta in relazione alle misure di mitigazione in essere per verificare la sussistenza di un equilibrio tra il rischio di incendio in essere e l’efficacia delle misure di controllo: in relazione a questa valutazione esperta, pur non cogente, l’analista può valutare possibili ambiti di miglioramento.
La classe di rischio per la proprietà (RCP) è calcolata a partire da una serie di parametri descrittori dell’incendio che può originarsi ed in particolare:
  • durata dell’incendio (funzione del carico di incendio);
  • velocità di crescita fino al raggiungimento della massima condizione di insostenibilità e potenziale propagazione dello stesso ad altri compartimenti;
  • caratteristiche geometriche del compartimento di origine;
  • mezzi di contrasto dell’incendio (con particolare riferimento ai presidi, fissi e mobili, che in relazione alle norme di riferimento possono attuare una riduzione del rischio agendo sulla durata dell’evento e sulle possibilità di escalation).
L’applicazione dell’algoritmo proposto, validato da numerosi metodi similari disponibili a livello internazionale e dalla letteratura tecnica di riferimento, consentono quindi all’analista di verificare il livello di prestazione antincendio anche in relazione alla perdita complessiva dei beni e quindi di valutare l’adozione di misure che, oltre a ridurre il rischio per gli occupanti, possano limitare i danni alla proprietà, ai beni di tipo economico ed agli altri asset societari fondamentali, tra cui anche la continuità del business in un'ottica fortemente prestazionale di “all risk management”.